Un Mese di Borsa di febbraio: Banche centrali, obiettivo comune una graduale normalizzazione - BNP Paribas Italia
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febbraio 1, 2018 -

Un Mese di Borsa di febbraio: Banche centrali, obiettivo comune una graduale normalizzazione

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Un Mese di Borsa è il magazine di BNP Paribas – BNL che contiene approfondimenti sui mercati, accurate analisi dei sottostanti, interviste esclusive a economisti.

 

Un Mese di Borsa di febbraio 2018

 

I principali istituti centrali su scala globale saranno sempre meno accomodanti nel corso del 2018
Le Banche centrali, le loro mosse e i loro annunci rimangono sempre in primo piano sui mercati finanziari mondiali. Ma quali passi attendersi dai principali istituti centrali nel corso dei prossimi mesi? Gli Stati Uniti sono già partiti: nel 2018 la Federal Reserve (Fed) continua a percorrere gradualmente la strada della “normalizzazione delle politiche monetarie”, con ulteriori tre rialzi dei tassi attesi. la Banca centrale europea (Bce) sembra pronta a chiudere i cordoni del Quantitive Easing (QE), mentre oltremanica la Bank of England (BoE) prevede un graduale rialzo dei tassi. E infine in Giappone c’è la Bank of Japan che non intende cambiare rotta, per adesso.

PyeongChang 2018, valanga azzurra pronta a stupire
Tutto pronto per i Giochi olimpici invernali 2018, in programma a PyeongChang (Corea del Sud) dal 9 al 25 febbraio. Avvicinamento alla rassegna olimpica che è stato segnato dai forti segnali di disgelo tra le due Coree. E’ infatti arrivata la storica decisione di sfilare insieme, sotto un’unica bandiera, alla cerimonia di apertura dei Giochi e anche unire le forze di Corea del Sud e Corea del Nord schierando una squadra femminile di hockey su ghiaccio. Mossa simbolica che per molti significa l’inizio di una nuova era nelle relazioni diplomatiche tra Seul e Pyongyang.

Atlantia pronta ad alzare la posta su Abertis, focus anche su opportunità da privatizzazioni negli Usa
Settore infrastrutture in fermento tra scenari di M&A e prospettive di investimenti sempre più ingenti nei prossimi anni. In primo piano c’è soprattutto il maxi-piano per le infrastrutture fortemente voluto da Donald Trump per gli Usa e che dovrebbe ammontare a complessivi 1.700 miliardi di dollari nell’arco dei prossimi 10 anni. A questo si aggiunge il costante trend di crescita degli investimenti infrastrutturali che riguarda soprattutto l’Asia e in generale i Paesi emergenti. Tra i player globali figura anche l’italiana Atlantia che ha ambizioni di crescita all’estero e lo scorso anno ha lanciato l’offensiva per conquistare le autostrade di Abertis; l’obiettivo è di dare vita al leader mondiale nella gestione delle infrastrutture di trasporto con un portafoglio di asset diversificato in 19 paesi. Il deal Atlantia-Abertis andrebbe a creare un colosso con oltre 14.000 km di autostrade, 60 milioni di passeggeri negli aeroporti di Roma e Nizza, un Ebitda di 6,6 miliardi di euro e investimenti per 2,4 miliardi.
Atlantia deve fare i conti con la controfferta lanciata dalla spagnola ACS, di proprietà di Florentino Perez (presidente del Real Madrid) che attraverso la controllata Hochtief ha alzato la posta su Abertis. L’offerta studiata da ACS dovrà passare il vaglio dell’Antitrust Europea e Atlantia aspetta i prossimi sviluppi per valutare un rilancio su Abertis.
Non solo Europa. Lo sguardo è infatti rivolto alle possibili novità in arrivo da oltreoceano. La privatizzazione di alcune infrastrutture negli Stati Uniti non lascerebbe indifferenti i più grandi gestori di autostrade nel mondo e quindi la stessa Atlantia che già in passato ha mostrato il forte interesse verso gli Stati Uniti.

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