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aprile 5, 2019 -

BNP Paribas Cardif presenta i risultati di una ricerca sulla Generazione Z

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Digitali e social ma anche inclusivi, responsabili, concreti e con valori importanti: gli appartenenti alla generazione Z riscoprono la famiglia, l’amicizia e la vita off-line, smentendo gli stereotipi più diffusi sui giovanissimi.

A dirlo, nero su bianco, una ricerca di BNP Paribas Cardif dal titolo “Generazione Z: un futuro che guarda al passato”. Lo studio, un viaggio attraverso gli occhi dei 14-24enni, è stato commissionato all’istituto AstraRicerche che ha indagato il rapporto dei giovani con la sfera sociale, la tecnologia, l’informazione, le abitudini di consumo, la mobilità, il tempo libero, il lavoro e le aspettative sul futuro.

Dalla ricerca viene fuori un quadro positivo della generazione Z che rappresenta l’11% della popolazione italiana. Si tratta di giovanissimi legati a valori autentici come la famiglia e le amicizie che, a sorpresa, non sono quelle digitali, indicate solo dal 26%. Gli amici veri sono le persone che si frequentano durante il tempo libero (74%), i compagni di scuola o i colleghi di lavoro (58%) e solo in misura minore le persone conosciute sui social e poi frequentate nella vita reale (37%).

Si è di fronte a una generazione attenta all’ambiente e aperta alla diversità, attenta alla raccolta differenziata (66%) e agli sprechi (60%), anche se manca un po’ sul fronte della proattività, come nell’attività di volontariato (la pratica solo il 25%).

Una generazione attiva (solo il 9% né studia né lavora) che si trova a essere più esposta a fenomeni sociali come il bullismo, con oltre la metà che afferma di aver subito a scuola o sul lavoro discriminazioni, in particolare per la propria salute e forma fisica. Anche la loro vita social li porta alcune volte a commettere errori in prima persona, con il 47% che dichiara di aver pubblicato contenuti on-line di cui si è poi pentito, oppure ad aver avuto esperienza diretta o indiretta di cyberbullismo (oltre 40%). Ciò nonostante sono poco consapevoli e interessati alla reputazione digitale e hanno una debole percezione della serietà del tema.

In merito all’universo digitale i dati emersi confermano il pensiero diffuso, con gli smartphone che trionfano tra i device più utilizzati (93%) e irrinunciabili (87%), anche se non vengono sostituiti così di frequente, considerando che il 46% lo cambia solo se necessario. Unica vera alternativa allo smartphone è il laptop (per il 75%). Tra le app maggiormente utilizzate svettano quelle per vedere video (76%), ascoltare musica (67%) e fare acquisti (63%). WhatsApp, in assoluto (89%), e Instagram (82%) sono, come previsto, i social più utilizzati e irrinunciabili, con Facebook che si ferma al 72% e Tik Tok che raggiunge il 10%. A sorpresa, pur essendo nativi digitali e multisocial, solo meno di un terzo è molto attivo con contenuti nuovi o personali e meno di uno su cinque si definisce creatore di contenuti originali. Comunicano prevalentemente con le immagini (il 60% interagisce attraverso foto) che superano di gran lunga i video (6%).

Nel tempo libero ascoltare musica è la prima grande passione dei giovanissimi (78%), che amano viverla anche in maniera esperienziale preferendo i concerti alla discoteca (solo il 31%). Seguono le serie e i film visti in tv o tramite altri devices (74%), e il tempo trascorso con gli amici, sia uscendo con loro (65%) sia chattando a distanza (65%). Il cinema resta un piacevole passatempo (49%), così come leggere un buon libro (45%).

E per quanto riguarda l’attività lavorativa? Il 32% già lavora, ma se più della metà si vede con un lavoro stabile e da dipendente, quasi tre su dieci si rivelano particolarmente intraprendenti, sognando un lavoro autonomo e dinamico (28%), come avviare una start-up o una carriera da freelance. Ma il dato “allarmante” è che solo il 57% pensa di restare nel Bel Paese, mentre il 30% si immagina in Europa e il 13% addirittura in un altro continente. Una vera fuga di cervelli.

La survey è stata realizzata nel mese di marzo 2019 e condotta su un campione della popolazione compresa tra 14 e 24 anni tramite 1.023 interviste.

La presentazione della ricerca, nella prestigiosa cornice della sede Torre Diamante di BNP Paribas, è stata moderata da Gianluca Gazzoli, conduttore di Radio Deejay, e ha visto l’intervento di Isabella Fumagalli –Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif–, Cosimo Finzi –Direttore di AstraRicerche–, Salvatore Palella –CEO & Founder Helbiz–, Valentino Magliaro –Civic Leader Obama Foundation e Founder Humans to Humans–, Cristina Cislaghi –Head of Media Relations di BNP Paribas Cardif– e la partecipazione “virtuale” dei ragazzi di MABASTA, vincitori del contest Open-F@b Call4Ideas 2019 promosso da BNP Paribas Cardif, con cui la Compagnia collabora affiancandoli nel loro progetto contro il bullismo e il cyberbullismo.

Per saperne di più scarica il Comunicato Stampa e gli Highlights della Ricerca