BNL Focus: La previdenza integrativa in Italia può ancora crescere, specie tra le donne e i giovani - BNP Paribas Italia
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novembre 16, 2018 -

BNL Focus: La previdenza integrativa in Italia può ancora crescere, specie tra le donne e i giovani

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E’ online l’ultimo numero di BNL Focus il settimanale del Servizio Studi BNL Gruppo BNP Paribas, diretto da Giovanni Ajassa, che fa il punto sulla congiuntura economica in Italia e all’estero.
 BNL Focus approfondisce i grandi temi dell’economia italiana: le imprese, il “Made in Italy”, la competitività del paese, le famiglie, i consumi, il mercato immobiliare, le banche e il risparmio. Il Focus del Servizio Studi BNL è la finestra aperta sull’Italia e sul mondo dal network globale della ricerca economica del Gruppo BNP Paribas.

 

BNL Focus – 16 novembre 2018

La previdenza integrativa in Italia può ancora crescere, specie tra le donne e i giovani
La previdenza complementare in Italia ha evidenziato un considerevole sviluppo sia in
termini di patrimonio gestito che nel numero degli iscritti. Rispetto a prima della riforma le attività gestite dai fondi pensione risultano più che triplicate raggiungendo circa 167 mld di euro dai 52 mld di euro del 2006 mentre il numero degli aderenti, pari attualmente a 8,3 mln è più che raddoppiato rispetto ai 3,2 mln di iscritti prima della riforma.
Complessivamente le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari
rappresentano circa il 9,5% del Pil e il 3,7% delle attività finanziarie delle famiglie italiane,
un valore ancora contenuto anche se più che doppio rispetto a quello del 2006.
A poter contare su una copertura previdenziale di secondo livello sono soprattutto i
lavoratori appartenenti alle classi di età più avanzate. Oltre la metà degli iscritti risulta
appartenere alla fascia di età 35-54 anni, il 26% alla fascia oltre i 55 anni. La
distribuzione geografica degli iscritti evidenzia una maggiore adesione tra i residenti delle
regioni del Nord Italia, in cui si concentrano il 57% degli iscritti a fronte del 20% nel Centro Italia e del 23% nel Sud e nelle Isole.
In termini di genere gli iscritti di sesso maschile rappresentano il 62% del totale degli
aderenti, a fronte del 38% delle donne. Tra i fattori che hanno contribuito ad una più
contenuta diffusione della previdenza complementare tra le donne e i giovani, di
particolare rilievo è l’alta presenza di queste due categorie di lavoratori tra le forme di
occupazione precaria, a tempo determinato e parasubordinata.

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