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novembre 13, 2019 -

Un Mese di Borsa: on line il numero di novembre

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Un Mese di Borsa è il magazine di BNP Paribas – BNL che contiene approfondimenti sui mercati, accurate analisi dei sottostanti, interviste esclusive a economisti.

 

Un Mese di Borsa novembre 2019

Human Data Science, Call4Ideas 2019 premia le migliori idee
L’edizione 2019 di Open-F@b Call4Ideas, il contest internazionale promosso da BNP Paribas Cardif, premierà le tre soluzioni più innovative sul tema dello Human Data Science. Negli ultimi anni l’analisi dei big data e l’AI (Intelligenza Artificiale) hanno dato una forte spinta alla competitività delle imprese, aprendo nuove opportunità fino a poco tempo fa impensabili. Le aziende hanno iniziato a capire le potenzialità dei Big Data Analytics, settore che nel 2018 ha raggiunto un valore complessivo di quasi 1,4 miliardi di euro, in crescita del 26% rispetto al 2017.
Puntare al benessere non solo come assenza di malattie, ma in termini più ampi di vivere bene. L’unione di questi elementi dà vita al tema dello Human Data Science, un modello multidisciplinare che mantiene le persone al centro, comprendendo ciò che conta davvero per loro, e puntando ad un approccio olistico di medicina, wellness, alimentazione, lifestyle.
La sesta edizione di Open-F@b Call4Ideas ha invitato quindi start-up, scale-up, imprese innovative e giovani studenti a proporre idee per arricchire la catena del valore dei dati tramite il Data Enrichment, comprendere i bisogni delle persone tramite la modellazione dei dati oppure migliorare la Customer Experience dei clienti utilizzando un approccio Human Centric guidato dall’analisi dei dati.

Per le utilities  la transizione energetica è la chiave del futuro
Tutte le big del settore stanno portando avanti la decarbonizzazione, percorso che può aiutare anche a migliorare la redditività
Il settore delle utilities è tra i grandi vincitori in Borsa negli ultimi 12 mesi. Le performance a doppia cifra nel corso del 2019 (+20,2% per l’indice Euro Stoxx Utilities, dati aggiornati al 15/10/2019) sono dettate da più di un motivo. Il principale catalyst è stato senza dubbio il contesto di tassi molto bassi e quindi costo del debito decisamente contenuto.
Inoltre le aziende del settore stanno implementando hanno messo in agenda un percorso di decarbonizzazione. Le rappresentati europee hanno incentrato le proprie attività su reti di distribuzione di qualità superiore, produzione di energia rinnovabile attraverso sovvenzioni statali e servizi a contratto, riducendo l’esposizione alle attività basate sull’estrazione di materie prime. Il passaggio ad attività a più ridotto impatto contribuisce anche a migliorare i margini.

I dazi di Trump arrivano anche in Europa. Quali ripercussioni?
Nello stesso mese in cui è arrivata l’auspicata tregua sui dazi tra Stati Uniti e Cina, che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai mercati a livello globale, si è concretizzata per l’Europa la stangata firmata da Donald Trump verso alcuni prodotti del Vecchio continente.
Il 18 ottobre è infatti partito ufficialmente l’aumento dei dazi da 7,5 miliardi di dollari su diversi prodotti dell’Unione Europea.
Una serie di ‘tariffe punitive’ che hanno ricevuto il benestare del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, agli inizi di ottobre. Una fetta consistente delle ricadute si avranno in Italia, con le stime di Coldiretti che parlano di una fetta da 1 miliardo che andrà a colpire i prodotti made in Italy, tra cui eccellenze quali Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Gorgonzola, ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori. Nella black list degli Usa ci sono beni alimentari per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro, ossia la metà del totale italiano. L’effetto stimato dalla Coldiretti è di un potenziale calo del 20% delle vendite dei prodotti agroalimentari Made in Italy colpiti dai superdazi.

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